The Floating Christo

21 giugno 2016 § Lascia un commento

Le foto dell'installazione di Christo sul lago d'Iseo

The Floating Piers sul Lago D’Iseo (foto Marco Bertorello/AFP/Getty Images tratta da www.ilpost.it). Opera splendidamente furba e ruffiana, “pop” nel senso letterale del termine, visivamente diretta e “manichea” (si vedano le reazioni di amore-odio che ha suscitato), capace di riaccendere le luci su un paesaggio italiano preda delle tasse statali e della tassidermia beniculturalistica, dello spopolamento di mani e braccia, della progressiva sterilità agricola e quindi manutentiva, “colturale”, costruttiva e produttiva nel senso di quell’antico Buon Governo che sapeva realmente disegnare il paesaggio dell’uomo. Christo sposa, ancora una volta, una poetica direttamente comprensibile che non necessita di supporti critici introduttivi o didascalie a piè d’opera, né ricerca inutili provocazioni ideologiche o religiose. Partendo da bellissimi disegni preparatori, forse più affascinanti della stessa opera realizzata – ma i disegni sono sempre più seducenti dell’opera, e l’idea che li precede a sua volta… – Christo galleggia sulle acque del Lago D’Iseo e porta con sé gente di ogni tipo, attirata impudentemente da quella che Philippe Daverio ha definito “una sagra di paese di quelle con la tenda e la donna cannone”, e Vittorio Sgarbi “una passerella verso il nulla”.
Il pop-rimovibile di Christo ci appare molto diverso dalle tante spacconate dell’arte contemporanea. Non sbeffeggia la religione (o meglio, non sbeffeggia il cristianesimo, giacché raramente qualcuno sbeffeggia un’altra religione), non allude a organi sessuali, istinti belluini, pulsioni psichiatriche di vario genere e grado di  pericolosità, non pretende di innescare ridicole e vane “riflessioni” sulla società. Christo non è, insomma, concentrato su se stesso, sul proprio ombelico spacciato per “il mondo”. Perciò sforziamoci di non guardare tanto l’opera (volendo descriverla rozzamente: pedane galleggianti fatte di “bidoni” in polietilene giuntati fra loro, molti metri quadrati di un telone colorato, un po’ di zavorre di ancoraggio… che altro?): guardiamo piuttosto il paesaggio, lo spazio architettonico, l’atmosfera e le nuvole e la pioggia e il sole che con un semplice espediente Christo ci mostra, una volta ancora, da un punto di vista del tutto inedito, consentendo a chiunque di camminarci dentro, avvicinarsi, galleggiare … sino a dimenticare dove poggiano i piedi.

Chiusa l’iniziativa, The Floating Piers verrà smontato e sparirà dal Lago D’Iseo senza lasciare di sé traccia materiale alcuna. Anche per questo forse siamo chiamati non tanto a guardare “il dito” The Floating Piers, ma “la luna” che esso ci indica.

Dal sito web dell’opera:

Visitors can experience this work of art by walking on it from Sulzano to Monte Isola and to the island of San Paolo, which is framed by The Floating Piers. The mountains surrounding the lake offer a bird’s-eye view of The Floating Piers,exposing unnoticed angles and altering perspectives.

Lake Iseo is located 100 kilometers east of Milan and 200 kilometers west of Venice. “Like all of our projects, The Floating Piers is absolutely free and accessible 24 hours a day, weather permitting,” said Christo. “There are no tickets, no openings, no reservations and no owners. The Floating Piers are an extension of the street and belong to everyone.”

 

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