L’Italia secondo Gabriele Centazzo.

16 settembre 2012 § 1 Commento

Dopo l’Italia secondo MAURIZIO RIVA, BERNARDO CAPROTTI e MARIO BIANCHI, tocca a GABRIELE CENTAZZO, presidente di Valcucine, offrire una visione stimolante e coraggiosamente concreta del nostro Belpaese un po’ ammaccato e intristito. Come avrete visto o sentito, Centazzo ha speso un bel mucchietto di euro per comprare tre pagine sui principali quotidiani italiani e far pubblicare un manifesto-appello intitolato “Per un nuovo Rinascimento italiano”. L’appello è leggibile sul sito.

Tra le tantissime buone idee presenti nell’appello, una di queste rappresenta semplicemente l’efficacia delle argomentazioni proposte. Riguarda il mondo dell’automobile – anzi, dell’automotive, come dicono quelli che ne sanno – ed in particolare la disastrosa idea Fiat di mettere sul mercato modelli nati in casa Chrysler rimarchiandoli e imbellettandoli un po’, nel tentativo di prendere tempo e tamponare le falle di una drammatica mancanza di nuovi modelli o meglio di un aggiornamento efficace e innovativo di quelli vecchi. Il caso lampante è la Lancia Thema. Negli anni questa auto di prestigio ha avuto un buon successo, e malgrado l’ultima versione non abbia fatto faville, anzi, diciamo che si era costruita un suo percorso, il mercato sapeva che “la Thema esiste”, come la Basilicata, e quasi-quasi sembrava che Lancia riuscisse a irrobustire e far durare un modello “seriale” di lunga evoluzione come i classici Audi, BMW e Mercedes dello stesso segmento. Niente da fare. Cosa si inventano i geniacci Fiat? Prendi un modello Chrysler non malaccio, ma pur sempre anni luce lontano dagli esempi migliori della nostra tradizione di design, la serie 300, e con un po’ di re-branding o come diavolo si chiama una pura operazione delle tre carte da estetisti carrozzieri presentalo al mercato italiano sotto uno dei marchi a più alto valore aggiunto per quanto riguarda storia, fascino, tradizione e appeal automobilistico: Lancia. Un colpo al cuore per chiunque ami l’industria italiana dell’auto. In questo blog l’amore per gli Stati Uniti è cosa ovvia, i nostri 13 lettori lo sanno e lo sopportano pazientemente, eppure, ogni volta che pensiamo alla Thema-Chrysler ci viene un groppo un gola, una rabbia sorda, anzi, diciamo pure un’incazzatura nera, scusando il francesismo. Quindi leggere il signor Centazzo che dice la più semplice e pura verità su questa mossa sbagliata di Fiat è una soddisfazione impagabile:

Non ho mai capito perché chi assume un incarico di servizio alla comunità o agli associati perda di colpo la capacità di guidare l’auto e abbia bisogno di un autista. Personalmente, mentre guido, elaboro pensieri e progetti e posso garantirvi che non perdo tempo. La vettura di rappresentanza è diventata solo un simbolo di potere e per questo è così ambita dai politici.
L’unico elemento positivo che ci potrebbe essere è che l’auto blu dovrebbe rappresentare alla vista del mondo lo stile, l’eleganza, la raffinatezza del design del prodotto italiano. Purtroppo, però, i nostri politici, e non solo loro, scorazzano quasi tutti con automobili tedesche, facendo una grande pubblicità gratuita ai nostri “cugini” nordeuropei. Per contro devo ammettere che oggi il produttore italiano di auto non dà molte alternative a questa scelta: l’unica ammiraglia italiana in circolazione [Lancia Thema, ndCtonia] è figlia di un prodotto americano ed è progettata, secondo il mio modo di vedere, con stile goffo e pesante, che di certo non rappresenta il design italiano famoso nel mondo.
A questo proposito vorrei dare un consiglio a Sergio Marchionne: perché non allestisce una Maserati quattro porte come veicolo di rappresentanza, puntando al comfort anziché alla sportività, al silenzio assoluto anziché al rombo sportivo, al basso consumo anziché allo spreco di carburante, con un motore più piccolo e possibilmente ibrido?
Potrebbe chiamarla Maserati Rappresentanza e, probabilmente, potremmo avere la soddisfazione di vedere qualche politico tedesco viaggiare con una vettura italiana, ma soprattutto non daremo più l’alibi ai nostri politici di utilizzare macchine straniere.

Buona lettura a tutti. Oggi siamo (leggermente) meno sfiduciati sul futuro del nostro dannato e benedetto Paese. PS: per chi non conosce Centazzo, eccolo qua.

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§ Una risposta a L’Italia secondo Gabriele Centazzo.

  • Renzo ha detto:

    Il commento finale è ottimo! “Oggi siamo meno sfiduciati sul futuro del nostro… Paese”. Infatti ora, stiamo vivendo in un vero paese, dove i paesani (contadini, ortolani… (che, non sanno nemmeno, dove vanno a finire i cetrioli che coltivano)), sono capaci solo di criticare e chiacchierare. Scegliete uno tra questi “paesani” (Di Pietro, Grillo, Monti, Bersani, Dalema, Rosy Bindi, ecc.) che hanno avuto qualche buona idea in “zucca”?! Se la trovate, fatela conoscere anche a noi! Non criticate chi almeno, ha il “coraggio” di dire la sua! R.

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