Il recinto delle feste sardo di IVAN PAVLOVIC

23 gennaio 2012 § 2 commenti

Siamo lieti che a vincere il recente concorso per il Nuovo polo dell’agroalimentare a Samugheo (Oristano) sia stato Ivan Pavlovic, architetto con studio a Milano. Il suo progetto interpreta efficacemente il tema e alcuni peculiari elementi della cultura sarda,come ad esempio il “recinto delle feste”, che risale ai primordi della storia nuragica e consisteva in un grande spazio vuoto e irregolare a cielo aperto, circondato da bassi edifici destinati a cucinare, ripararsi, depositare cibi e animali, dormire dopo la festa (si veda ad esempio il famoso recinto del Santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri – pag. 53 del link). Interessante e sintomatico della concezione architettonica del Pavlovic è anche il grafismo che evidenzia in nero gli spazi serventi e in chiaro gli spazi serviti: echi kahniani, terragneschi, Aires-Mateus-iani, e così via murando e componendo per masse murarie chiaramente tagliate e accostate. Ma a nostro parere, e proprio per la sua  impronta arcaica e fortemente mediterranea (in qualche modo “romana”, sebbene con accenti decisamente “primitivi” e pre-classici), l’idea compositiva del recinto delle feste ricorda anche tante altre magiche architetture facilmente presenti nella memoria comune: i fori della Roma antica, l’Asklepieion, Kahn a La Jolla, o ancora, riportato in forme e scale diverse, uno splendido progetto di Massimo Carmassi, la ristrutturazione urbana del complesso della Caserma Demaniale “Di Tullio” a Macerata. Un aspetto che accomuna quest’ultimo progetto alla proposta di Pavlovic è il ruolo di interfaccia giocato dal recinto degli edifici: in entrambi i casi lo spazio “interno” a cielo aperto è individuato e definito tramite un bordo edificato che mima volumetrie e accostamenti tipici della frammentaria edilizia circostante, fatta di blocchi isolati ormai privi della compattezza e dell’ordine propri della città antica, e così facendo riesce a tramutare un vincolo potenzialmente negativo in qualcosa di opposto. Carmassi e Pavlovic, ci sembra, compongono con quello che trovano, quasi come se gli “strati” murari intorno al vuoto centrale da loro impostato come soggetto principe della composizione fossero parte di un unico grande tessuto: gli edifici che circondano il vuoto sono come l’ultimo – o il primo – degli anelli concentrici di un virtuale e unitario “tronco”. L’edilizia moderna di Macerata o Samugheo, sfilacciata, “monadica” e irrelata, si densifica e si compatta avvicinandosi al centro, e infine si trasforma in bordo costruito capace di individuare lo spazio interno comunitario. Una bella lezione di architettura.

Bravo Pavlovic, e nota di merito alla giuria per averlo premiato.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , ,

§ 2 risposte a Il recinto delle feste sardo di IVAN PAVLOVIC

  • MAURO ha detto:

    Cristiano, ottima “lettura” compositiva….
    Non conoscevo l’idea spaziale dei recinti delle feste e del Santuario di Santa Vittoria….davvero suggestiva. Grazie.
    Immaginare che esista un’idea spaziale che va dallo spazio nuragico a Louis Kahn (la Yolla), come rapporto compositivo tar il recinto ed il vuoto interno, significa dare un senso all’attività progettuale. Poi, quando Kahn “riempie” quel vuoto del recinto con il progetto del Convento Domenicano “varia” e “varia” ancora quel tema……ma questo è toccare il paradiso….
    Ciao
    Mauro

  • ctonia ha detto:

    A pensare che alcuni sostengono che la composizione sia nata nel XVIII secolo… Li perdoniamo? 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Il recinto delle feste sardo di IVAN PAVLOVIC su C T O N I A.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: