Un’estate al mare (2) nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

3 agosto 2011 § 2 commenti

Dopo la visita virtuale alla Villa Noailles insieme a Man Ray, Robert Mallet-Stevens, Paul Valéry e Giorgio de Chirico, Ctonia vi propone qualcosa di più fresco e contemporaneo: l’immersione nei panorami fotografati dall’ottimo Claudio Muzzetto all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.

Complimenti al conterraneo Claudio e al suo collega Lorenzo Oggiano, e all’Ente Parco che ha commissionato il lavoro, di cui le prime tre panoramiche sono l’avvio. Ma che significa storicamente “panorama”? Leggiamolo in un estratto dallo splendido libro di Diego Mormorio, studioso di fotografia,  intitolato “Un’altra lontananza” e pubblicato da Sellerio nel 1997:

Il termine fu coniato verso il 1790 per designare una grande veduta dipinta su una superficie a 360 gradi dal pittore Robert Barker, intitolata ‘Nature à coup d’oeil’. Il dipinto era stato disposto in un edificio circolare appositamente costruito e veniva osservato dall’alto di una piattaforma posta al centro della rotonda. Girando su se stesso lo spettatore aveva la sensazione di trovarsi al centro di un luogo naturale, che coincideva col punto di visione che aveva avuto il pittore. Per accrescere questa sensazione, il ‘panorama‘ veniva illuminato con una luce che lasciava in penombra tutto il resto, mentre la stessa fonte luminosacostituita dalla vetrata del tetto conico – era nascosta agli occhi degli spettatori con una sorta di paralume.

Nel volgere di pochi anni questa tecnica raggiunse la sua perfezione. Le vedute vennero realizzate su una stoffa di lino e illuminate, secondo le necessità, anche da dietro, e più o meno intensamente nelle diverse zone. Lo spettatore veniva introdotto nell’edificio attraverso dei corridoi bui, così da farlo improvvisamente trovare davanti alla pittura con la sensazione di essere non al centro di una rappresentazione visiva ma in mezzo a un autentico scenario naturale o architettonico. Il risultato fu in certi casi eccezionale. Di fronte ad alcuni panorami di soggetto alpino più di uno spettatore avvertì, ad esempio, vere e proprie vertigini.

(…) La prima veduta fotografica circolare, costituita da 13 dagherrotipi, venne eseguita nel 1841 dal romano d’adozione Achille Morelli, per conto dell’inglese Alexander John Ellis ed è conservata al Museo della Scienza di Londra. Rappresenta il panorama di Roma visto dalla Torre del Campidoglio.

(…) A fronte della scarsezza di veri e propri panorami fotografici, ci fu un gran numero di vedute ‘panoramiche’, eseguite con apposite ‘panoramic camera’. Alcune di queste restano memorabili per la loro bellezza, come l’immagine di Cincinnati attribuita a Henry Rhorer, eseguita nel 1866; quella della Yosemite Valley dalla Sentinel Dome (…).

Dopo un lungo periodo di declino, gli apparecchi panoramici conoscono ora un altro momento felice. Basti pensare alle vedute di Josef Koudelka, sulle quali toccherà più avanti tornare.

(pp. 85-90)

…Quanto è grande il vostro monitor? 🙂

Comunque, Buona visione!

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