Una proposta di legge per l’ARCHITETTURA nel blog di Giorgio Santilli

8 febbraio 2011 § Lascia un commento

Convincenti le linee guida elaborate da Sole24Ore/Giorgio Santilli per una nuova legge (un’altra? direte voi…) per la promozione dell’architettura ma soprattutto del libero mercato dell’architettura, cioè del passaggio dallo stato attuale (libero mercato solo per i piccoli professionisti senza rete e senza “famiglia”, mercato protetto per le amministrazioni pubbliche e per i professionisti con tessera di partito o “tessera statale” in quanto docenti universitari) ad una condizione di libertà effettiva nella scelta dei servizi professionali di architettura per poter attingere a risultati qualitativamente superiori.

Sappiamo che non basterà una legge per recuperare l’enorme ritardo accumulato dal nostro paese in questo settore – è ormai luogo comune ricordare l’impietoso (per noi) confronto con le costruzioni pubbliche realizzate in Spagna e Portogallo negli ultimi anni – però ci pare che questa proposta di legge vada ad incidere su elementi fondamentali per il funzionamento della macchina autorizzativa e decisionale della committenza pubblica di architettura, e dunque ha forse più possibilità di intervento sul reale di tanti generici appelli “culturali” o intellettuali presentati in manifesti difficilmente credibili.

Fra i diversi punti delle linee guida, leggibili nel pdf scaricabile nel blog di Santilli, alcuni ci paiono dotati di una “solare” evidenza:
Spazio ai concorsi
Il concorso di progettazione deve diventare la via prioritaria
per l’affidamento delle opere pubbliche. Il ricorso ad
altre procedure deve essere autorizzato dall’Autorità.

Stop agli appalti mascherati
No a ogni forma di aggiramento della concorrenza a
partire dalle convenzioni della Pa con Università, enti di
ricerca e Onlus.

Il fatturato non conta
Ai concorsi, anche a quelli in due gradi, si partecipa solo
con il progetto. Se chi vince non ha i requisiti tecnici ed
economici deve associarsi con un “esperto”. Il vincitore
del concorso mantiene il ruolo di capo-progetto e responsabile
nei confronti della stazione appaltante. I concorsi di
progettazione sono indetti allo scopo di attribuire al
vincitore l’incarico delle progettazioni definitiva ed esecutiva
dell’opera.

In gara vince la qualità
Nella valutazione delle offerte la commissione deve riconoscere
un punteggio maggiore all’offerta progettuale rispetto
al curriculum, al prezzo e al tempo di esecuzione.

Basta con la progettazione interna
Ribaltiamo il principio del Codice appalti, la prima scelta è
il mercato. Alla pubblica amministrazione resta il compito
di programmare e vigilare. Allo stesso modo devono
essere vietati o limitati al massimo gli incarichi in house
alle società collegate.

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