A noi questa università non piace. Qualche opinione sulla riforma necessaria ma purtroppo molto timida del ministro Mariastella Gelmini

30 novembre 2010 § Lascia un commento

Mentre i branchi organizzati occupano strutture pubbliche in tutta Italia, impedendo a singoli individui non intruppati di studiare, viaggiare, muoversi o semplicemente farsi i fatti propri – speriamo sia ancora concesso dalla costituzione –  segnaliamo che alcuni studiosi, giornalisti ed esperti in materia di università non hanno ceduto alle lusinghe del conformismo e si sono impegnati a scrivere qualcosa di lucidamente razionale sulla situazione che apparentemente scalda i cuori e le menti degli studenti universitari sul tetto. Ci piace segnalare questi interventi perchè non ci è mai piaciuto il tipico branco universitario, di destra o sinistra che fosse, non abbiamo mai votato alle elezioni universitarie – oggi capiamo quanto sia stata giusta quella scelta – e soprattutto perchè abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quanto l’università italiana attuale sia un malato bisognoso di cure drastiche, molto ma molto più drastiche di quelle ipotizzate nel disegno di legge del ministro Gelmini.

Il primo link che vi proponiamo è quello della lunga e approfondita serie di articoli pubblicati da Noise from Amerika: uno sguardo molto informato, di grande spessore tecnico e di onesto disincanto da parte di chi conosce bene anche il mondo universitario anglosassone. Il secondo è quello su alcuni pezzi pubblicati recentemente da Il Foglio (si vedano anche gli articoli linkati in basso al pezzo). Il terzo è una raccolta di interventi scritti da Giorgio Israel e pubblicati da Il Giornale, non tutti dedicati all’università ma comunque quasi sempre affini a questo tema (alcuni di questi ed altri sono disponibili anche nel suo blog e sul sito de L’Occidentale).

L’università pubblica, finanziata dai soldi di noi tutti, deve essere aperta e disponibile solo per chi ha voglia di faticare, studiare, ricercare. Per gli altri, quelli che ritengono la laurea un diritto connaturato all’essere umano e non una possibilità da conquistare con il merito, deve essere un ostacolo molto difficile da superare.

Buona lettura!

P. S.: oggi sul sito del Sole 24 Ore un ottimo riassunto delle principali novità presenti nel ddl Gelmini.

 

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