Il fantastico ISSUU

30 agosto 2010 § 12 commenti

Si pronuncia così (cliccare per sentire una nostra cara amica inglese che lo pronuncia perfettamente :-). E’ un servizio gratuito, o a pagamento per gli account professionali, che consente una leggera, veloce ed efficace visualizzazione di documenti pdf, doc, immagini, fotografie, riviste, album e quant’altro. Voi caricate il file, ìsciu ve lo trasforma in un portfolio visibile comodamente online e dotato di una struttura navigabile, taggabile, ricercabile, condivisibile. Che volete di meglio dalla vita? Prossimamente, anche la nostra rivista Ordinè andrà su ìsciu, così accontenteremo anche l’amico Giovanni Maggi che da secoli ci implora di rendere lo scaricamento dei pdf di Ordinè una faccenda leggermente meno complicata dello sbarco in Normandia.

Attualmente su ìsciu ci sono migliaia di riviste, libri, documenti e il sistema viene usato correntemente da aziende mondiali della comunicazione. Anche Casabella usa il servizio per offrire anteprime dei suoi numeri.

Issuu is the leading digital publishing platform delivering exceptional reading experiences of magazines, books, catalogs, reports, and more. In just a few seconds users can create beautiful digital editions simply by uploading their publications. It’s our mission to empower individuals, companies, and institutions to publish their documents across all digital platforms.

Issuu is also a popular destination site visited by millions every month. It’s a dynamic library where people are drawn to and engaged by great publications and where publishers find and build targeted audiences. Issuu is free to use though professional publishers opt for our Issuu Pro solution with enhanced customization.

Background
In the early 2000s a successful recipe for publishing in the digital era was yet to be found. The founders of Issuu set out to create a place where anyone freely could express themselves in a familiar format online. They found inspiration in the printed publication, the strongest and most user-friendly medium ever created and reengineered it for the web.

Issuu secured funding from Sunstone Capital in early 2007 and launched later that year. Issuu has so far raised $6.25 million in venture capital and is one of the fastest growing digital publishing companies in the world. Our offices are located in New York, London, Copenhagen, and Mumbai.

Today…
Each month we’re used by over 11 million visitors and our network serves 800 million unique page views. Our members have published over 38 million pages.

We’re trusted by Penguin Group, Google, World Bank Publications, Random House, Siemens, Routledge, Cambridge University Press, Edelman, Metro International, Guardian, The Telegraph, United Nations, and thousands of hip indie publishers and cool companies.

Qualche veloce esempio. Un numero di Victor, la strepitosa rivista Hasselblad; un bel libro di fotografia di Lynn Davis; uno studio sulla brand-identity dello IUAV; la cappella del MIT di Eero Saarinen su un recente Casabella e così via…
Buon divertimento 🙂

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§ 12 risposte a Il fantastico ISSUU

  • mauro ha detto:

    Vabè, dopo tanto argomentare serio e documentato del dibbbattito (alla veltroni-crozza) con il dott. Colafemmina, un po’ di leggerezza: ma è sardo, vista la desinenza finale? Tu (mi scuso per la confidenza, ma questo non è il blog di Colafemmina!!!) intanto pubblica il nuovo Ordinè…lo aspetto con ansia e interesse da mesi….vedrai che lo scarico con o senza “issu”…

    Ciao
    mauro

  • ctonia ha detto:

    No, ìsciu non è sardo anche se in effetti lo speravo anch’io 🙂 Per Ordinè tocca aspettare a Natale prossimo, ché siamo impegnati in varie cosette impegnative e la sera, regno di ordinè, è purtroppo occupata dalle stesse cose del giorno… Pessima abitudine, che ancora non siamo riusciti a sconfiggere.
    Ciao a presto
    cristiano

  • ada ha detto:

    Un messaggio per Mauro, che ha evidentemente seguito il “dibbbattito” col Sig. Colafemmina: chiunque si senta libero di intervenire e di dire come la pensa, la questione è scottante, il bisogno di confronto urgente, la materia vastissima e bisognosa di contributi.
    Riconosciamo che si tratta di un argomento molto specifico, e che per entrare nel merito di alcune questioni si debba avere dimestichezza con liturgia, magistero e quant’altro, ma a noi interessa sinceramente ascoltare tutti coloro che nutrono interesse, a qualunque titolo, fosse pure squisitamente architettonico, verso l’argomento.
    Ascoltarsi reciprocamente e proporre ad altri il proprio punto di vista ha sempre la sua utilità.

  • mauro ha detto:

    Arch. Toni (che ricordo più volte alle revisioni del compianto Leoncilli e apprezzo per i molti scritti sulla composizione: quello sul danteum nel testo di Cresti, la splendida tesi pubblicata sul testo del Danteum fiorentino o l’aver curato il testo del Professore La legenda del Comporre etc etc) condivido interamente quanto mi dice. Intendevo dire che, a fronte delle Vostre esaustive e documentatissime repliche, il dott. Colafemmina, talvolta, è scaduto nell’offesa del vostro lavoro, andando ben oltre l’utile confronto.

    Lo dovevo immaginare che citando Weltroni, non si va lontano….., poi ti ripredono con le risposte….cercavo di essere meno serioso del solito…
    Grazie
    Mauro

  • ctonia ha detto:

    Caro Mauro, grazie mille per la stima ma mi raccomando, diamoci pure del tu!!! Tanto più che sei un “leoncilliano”, dunque “siamo in famiglia” :-)!
    Volevo precisare che la mia risposta non era affatto ironica, e se ti ho dato questa impressione cancellala pure dalla memoria perchè non è così, davvero.
    La mia intenzione era solo quella di invitarti a dire la tua qualora ne avessi voglia, tutto qua. Anzi spero che pian piano si possa dar vita ad un confronto a più voci, perchè credo proprio che ce ne sia bisogno.
    Se da un lato si tratta di materia a suo modo specialistica, come dicevo prima, dall’altro è pur vero che le questioni di ordine artistico e architettonico possono essere affrontate dagli addetti al settore o anche dal semplice fruitore che ne è il destinatario ultimo.
    A volte si trova il tempo di scrivere qualcosa di approfondito e curato in ogni minimo particolare, come appunto accade preparando un articolo, ma all’interno di un blog possiamo anche permetterci di essere più “rilassati” e di confrontarci in modo più spontaneo, non credi?
    Grazie ancora e alla prossima!
    Ada

  • giovanni maggi ha detto:

    Natale prossimo?? Pigroni, oltre la sera, oggi nel tempo della nuova barbarie, si puo’ travagliare anche la notte!
    Attendo con un po’ di ansia il parto del nuovo numero e, a parte gli scherzi complimentoni per il concorso.

  • ctonia ha detto:

    Ciao architè, vedrai che regalino di Natale ti facciamo 🙂
    a presto
    c

  • mauro ha detto:

    Arch Toni,
    da tempo cerco, con i miei consueti limiti e le difficoltà imposte dlla materia, di approfondire la ricerca sulla progettazione di nuove chiese.
    Letture sulla liturgia; altrettante sulla composizione degli spazi sacri (la disamina della bibliografia sull’argomento dell’ultimo n. di Ordinè è appena iniziata, ma richiederà, per quanto mi riguarda, lo stesso tempo che mi sono dato per “completare” il mio percorso di fede…Battuta di genere…); visita a molti edifici (o chiese?) contemporanei, ma sempre una domanda:
    Queste Chiese (ecco appunto, chiese e non edifici) sono state progettate affinchè, io da Fedele, possa recarmici perchè LA’ SO DI INCONTRARE IL PADRE?
    Domanda “cosmica” mi rendo conto ….nemmeno l’umanesimo albertiano, nella parte sugli edifici sacri del trattato, potrebbe rispondere e forse neanche lo stesso Alberti avrebbe saputo rispondere alla stessa domanda, paradossalmente, posta oggi…).

    Di recente, ho visitato – prima di tutto come fedele, quindi vi ero entrato per pregare, sembrerà strano ai progettisti, ma le chiese servono anche a questo, l’INCONTRO CON LA PAROLA – sia la chiesa di Gesù Redentore a Modena di Galantino (http://www.architetto.info/Complesso-Ges-Redentore-a-Modena-nel-segno-della-ricerca-architettonica_news_x_146.html), sia la nuova chiesa (http://www.ediliziainrete.it/scheda_real.asp?rec=775) della Curia Vescovile di Reggio Emilia dello studio Ansaloni.
    Nessuno, figuriamoci chi scrive, è qui per demolire, nella critica, il lavoro altrui, ma penso che la Chiesa di Galantino (autorevole progettista, il progetto pubblicato ovunque, leggevo, non da ultimo, nel testo “La Casa di Dio” sui progetti di nuova edificazione e adeguamento liturgico) sia discutibile l’aver ridotto lo spazio dell’aula – separandolo in due parti contrapposte, “tagliate” al centro dal “dualismo” altare-ambone – ad uno spazio “cinematografico”. Personalmente, quello spazio mi ricorda una sala cinematografica, più che il luogo del raccoglimento in preghiera!!!
    Quanto a quella di Reggio, la stessa sensazione da Fedele: la chiesa assimilata ad un Auditorium, con i rivestimenti per l’acustica e lo spazio centrico che rifà Mario Botta
    Non da ultimo, quando entri in tali spazi, non vedi (o senti, percepisci la presenza..) la custodia eucaristica!!!.
    In ultima analisi, ho pensato di ricercare, in queste due chiese, LA COMPOSIZIONE (e qui sai a cosa mi riferisco!!!!) e la “variazioni” di figure del sacro, come temi imprescindibili per chi progetta , ma quasi nulla!!! Mia personalissima opinione, s’intende.
    Da alcuni anni a questa parte trascorro, piacevolmente, le vacanze a girami le chiese romaniche: lungo il cammino di Santiago, in Francia o sulle tracce del romanico tra Alsazia e la valle del Reno. Bene, come mai che quando esco da quelle chiese, oltre alla Sublime composizione di quegli spazi, ho la sensazione di aver trovato, là, il Padre, o comunque un luogo dove ascoltare la Parola? Mi dirai, fino là!! Sarebbe stato uguale anche nel caso dell’Abbazia di Nonantola, vicino casa mia.
    Scusami se ho “tediato” il vostro blog, ma per ora arrivo fino a qui….la Ricerca è lunga e la vita del Blog altrettanto.
    grazie
    Ciao
    Mauro

  • ctonia ha detto:

    Caro Mauro,
    in effetti l’approfondimento del tema “spazio liturgico” non è cosa da poco, non si finisce mai di imparare, ma tutto sommato è proprio il continuo, personale e imprevedibile processo di apprendimento, per quanto faticoso, a rendere il nostro mestiere oserei dire entusiasmante.
    Condivido pienamente il principio del rispetto del lavoro altrui: il fatto di avere idee diverse su come affrontare un progetto non deve necessariamente dividere o generare tensioni, e l’ascolto reciproco è di gran lunga più sano e fruttifero. Tutto questo, naturalmente, purchè si abbia a che fare con persone che agiscono in buona fede, il chè non è sempre vero.
    Ogni edificio costruito, nel bene e nel male, può aiutarci ad acquisire nuove consapevolezze su ciò che è bene fare o non fare, e l’attiva proposta è sempre più utile della critica fine a sè stessa, comunque orientata. Infine va anche detto che c’è modo e modo di dire le cose: esprimere il proprio dissenso non implica necessariamente lo scadere nella provicazione o nell’offesa.
    La dimensione del viaggio è indubbiamente fondamentale, imprescindibile, e se avrai voglia di condividere “con noi e i nostri tredici lettori” qualche impressione o qualche scatto digitale, ne saremo ben felici.
    Ada

  • giovanni maggi ha detto:

    Scusate la mia incertezza dove lo posso scaricare??
    Vogliono del danaro??

  • ctonia ha detto:

    Ciao Giò, no, niente denaro devi solo registrarti per l’account gratuito e poi caricare i file che vuoi vedere nella modalità di ìsciu 🙂
    Poi se vuoi puoi comprare le versioni pro a pagamento, ma prima fai una prova no?
    bacioni!
    c

  • maraton ha detto:

    I find here excellent advices. Congratulations and I’m waiting for more

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